Ciambella integrale (dolcificata con stevia)
da "Curarsi Mangiando"
Dedicata ai golosi, per soddisfare il palato, con un occhio alla linea e uno alla salute ecco una ricetta facile e veloce da preparare. Perfetta per la colazione o con una tazza di tè pomeridiano.
Ingredienti per 8 persone:
250 gr di farina integrale di frumento
3 uova
5 cucchiai di stevia ( 1 cucchiaio di stevia equivale ad 1 cucchiaio di zucchero)
130 ml di olio e.v.o.
150 ml di succo d'arancia
Scorza di 1 arancia bio
1 bustina di lievito per dolci
Sale q.b.
Lavorare le uova con stevia ed un pizzico di sale. Aggiungere olio, succo d'arancia e scorza, e mescolare delicatamente. Setacciare la farina con il lievito ed aggiungere al composto sempre mescolando fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo.
Accendere il forno a 180 gradi.
Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella, versare il composto ed infornare a 180 gradi per 40 minuti.
Notizie : Stevia
domenica 7 luglio 2013
Pasta Madre
PASTA MADRE I°- (O LIEVITO MADRE)
LE ORIGINI
Tutto è cominciato quasi per caso: una richiesta di aiuto (Sara)..."secondo voi la mia pasta madre dopo 4 rinfreschi si può usare per fare il pane? Sta esplodendo!!"
Pasta madre?....
IO non ne so niente!!!.......per adesso.....
Certo la Pasta Madre non è per tutti, esempio:
- quelli che mettono le mani in pasta solo "una-tantum",
- quelli che non hanno pazienza,
- quelli che pensano che in casa non si possa gestire,
- quelli che credono di ottenere gli stessi risultati con minor impiego di tempo e sforzi
- quelli che hanno già tanto da fare....
Mi metto d'impegno e cerco notizie su come fare e gestire la pasta madre in casa.
Trovo una ricetta su GialloZafferano, questa!
200 gr di farina Manitoba "0" bio
200 gr di yogurt magro
Impastare gli ingredienti in una ciotola di vetro, coprire con pellicola e tenere a t.a. al riparo da correnti d'aria per 48 ore.
I° rinfresco:
Trascorse 48 ore, eliminare la crosta che si sarà formata in superficie, prendere 200 gr dell'impasto, eliminando il rimanente.
Aggiungere 200 gr. di farina Manitoba "0" bio
100 gr acqua a t.a.
Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso, formare una palla e riporla in un vaso di vetro alto e stretto, premere bene l'impasto sul fondo del vaso e coprire con pellicola. Praticare con la punta di uno stecchino 4/5 buchetti e lasciare in luogo tiepido (25/28 gradi) per 24 ore. Durante queste ore la nascente Pasta Madre si svilupperà formando degli alveoli, che col passare dei giorni diventeranno sempre più evidenti.
Quest' operazione si chiama "rinfresco" e dovrà essere ripetuta ogni 24 ore per i successivi 14 giorni.
Al termine di questo procedimento otterremo una P.M. matura ed attiva e potremo inserirla nell'impasto adatto ai diversi tipi di panificazione. Durante questi giorni elimineremo gli esuberi di pasta per non ritrovarci con una quantità enorme di p.m. e procederemo ai rinfreschi sempre partendo da 200 gr di p.m.+200 gr di farina (manitoba 0),+100 gr. acqua.
Queste sono dosi per una p.m. solida con livello di idratazione al 50%.
La p.m. è matura quando raddoppia il suo volume in 3 ore.
Una volta preparato il nostro panetto di p.m. leghiamo un nastrino intorno al vaso,al livello di partenza della p.m.
In questo modo avremo un monitoraggio della crescita.
Dopo tre ore potremo verificare di quanto sia cresciuta.
La nostra Pasta Madre è pronta per l'utilizzo.
LE ORIGINI
Pasta madre?....
IO non ne so niente!!!.......per adesso.....
Certo la Pasta Madre non è per tutti, esempio:
- quelli che mettono le mani in pasta solo "una-tantum",
- quelli che non hanno pazienza,
- quelli che pensano che in casa non si possa gestire,
- quelli che credono di ottenere gli stessi risultati con minor impiego di tempo e sforzi
- quelli che hanno già tanto da fare....
Mi metto d'impegno e cerco notizie su come fare e gestire la pasta madre in casa.
Trovo una ricetta su GialloZafferano, questa!
200 gr di farina Manitoba "0" bio
200 gr di yogurt magro
Impastare gli ingredienti in una ciotola di vetro, coprire con pellicola e tenere a t.a. al riparo da correnti d'aria per 48 ore.
I° rinfresco:
Trascorse 48 ore, eliminare la crosta che si sarà formata in superficie, prendere 200 gr dell'impasto, eliminando il rimanente.
Aggiungere 200 gr. di farina Manitoba "0" bio
100 gr acqua a t.a.
Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e non appiccicoso, formare una palla e riporla in un vaso di vetro alto e stretto, premere bene l'impasto sul fondo del vaso e coprire con pellicola. Praticare con la punta di uno stecchino 4/5 buchetti e lasciare in luogo tiepido (25/28 gradi) per 24 ore. Durante queste ore la nascente Pasta Madre si svilupperà formando degli alveoli, che col passare dei giorni diventeranno sempre più evidenti.
| Pasta madre al 5/6° rinfresco |
Quest' operazione si chiama "rinfresco" e dovrà essere ripetuta ogni 24 ore per i successivi 14 giorni.
Al termine di questo procedimento otterremo una P.M. matura ed attiva e potremo inserirla nell'impasto adatto ai diversi tipi di panificazione. Durante questi giorni elimineremo gli esuberi di pasta per non ritrovarci con una quantità enorme di p.m. e procederemo ai rinfreschi sempre partendo da 200 gr di p.m.+200 gr di farina (manitoba 0),+100 gr. acqua.
Queste sono dosi per una p.m. solida con livello di idratazione al 50%.
La p.m. è matura quando raddoppia il suo volume in 3 ore.
| pasta madre ore 8 |
Una volta preparato il nostro panetto di p.m. leghiamo un nastrino intorno al vaso,al livello di partenza della p.m.
In questo modo avremo un monitoraggio della crescita.
Dopo tre ore potremo verificare di quanto sia cresciuta.
La nostra Pasta Madre è pronta per l'utilizzo.
| pasta madre ore 11,30
Questo è stato l'inizio. !!!! to be continue...........
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Tzatziki greco
TZATZIKI
| tzatziki greco |
Oggi prepariamo lo tzatziki, una salsa a base di cetrioli, yogurt e menta tipica della cucina greca.
Il mio amore per lo tzatziki risale a diversi anni fa, da quando la cucina greca e' prepotentemente entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Chi non conosce lo yogurt greco? Il famoso yogurt non "acido".... Ha stabilito una grande svolta di gusto verso questo alimento. Ricordo che da piccola non volevo mangiare lo yogurt per il gusto estremamente acido, astringente che mi "legava la bocca".. Oggi direi che questa caratteristica e' stata decisamente attenuata in tutti i prodotti presenti in commercio. Se cercassi oggi uno yogurt acido, faticherei a trovarlo, credo. Classico esempio di quanto possano incidere gli orientamenti del consumatore.....
Questa è la più famosa salsa greca, si abbina perfettamente a riso, verdure, pesci o carne e può essere servita anche come gradevole antipasto.
Si serve in ciotole dove intingere le verdure a mo' di pinzimonio. Fresca, leggera profumata, adatta anche a diete ipocaloriche..... Si', ma con l'aglio come la mettiamo? Ai vostri commensali l'ardua sentenza!! A mio parere lo tzatziki e' un piacere al quale è un peccato rinunciare. :-)
Si serve in ciotole dove intingere le verdure a mo' di pinzimonio. Fresca, leggera profumata, adatta anche a diete ipocaloriche..... Si', ma con l'aglio come la mettiamo? Ai vostri commensali l'ardua sentenza!! A mio parere lo tzatziki e' un piacere al quale è un peccato rinunciare. :-)
2 cetrioli medi belli sodi
2 spicchi d'aglio
500 gr di yogurt greco Total magro 0% grassi
1 manciata di foglie di menta
1 manciata di foglie di menta
2 cucchiai di olio e.v.o.( extravergine di oliva)
Sale e pepe q.b.
Sbucciare e tritare finissimi i cetrioli, schiacciare l'aglio; mescolarli in una ciotola con lo yogurt.
Aggiungere le foglie di menta che avremo spezzettato con le dita, e di seguito l'olio, sale e pepe q.b.
Mescolare bene e lasciare riposare in frigorifero un paio d'ore prima di servire. Servire freddo.
Buon appetito!
Consiglio di Zia Frollina: Per rendere meno aggressiva la salsa togliamo "l'anima" dal nostro spicchio d'aglio. Se i cetrioli si presentano particolarmente acquosi io preferisco lasciarli scolare qualche minuto in un colino, in questo modo eviteremo l'effetto "slavato" ed otterremo una salsa bella compatta.
Lo sapevate che:
L'aglio era già noto agli antichi Greci e Romani che avevano soltanto un problema: chi aveva mangiato l'aglio (e la prova era data dall'alito) non poteva accedere ai templi per rendere onore agli dei.
Menta proprietà: antisettica, digestiva, antinausea. Ne esistono moltissime varietà in profumeria e cosmesi trova innumerevoli impieghi ed usi. In cucina si utilizza in salse,insalate, macedonie,dessert, bibite e cocktail.
Cetriolo: Si dice che il cetriolo crudo sia indigesto, infatti parecchie persone lamentano problemi rispetto a questo ortaggio. La maggior parte delle sostanze tossiche si trova,però, nella buccia. Il cetriolo è composto per il 95% da acqua.
Crudo e tagliato a fettine si applica sul viso per un effetto altamente decongestionante e calmante. Si dice che attenui le rughe ed abbia la valenza di una vera e propria maschera idratante.
Z.F.
Consiglio di Zia Frollina: Per rendere meno aggressiva la salsa togliamo "l'anima" dal nostro spicchio d'aglio. Se i cetrioli si presentano particolarmente acquosi io preferisco lasciarli scolare qualche minuto in un colino, in questo modo eviteremo l'effetto "slavato" ed otterremo una salsa bella compatta.
Lo sapevate che:
L'aglio era già noto agli antichi Greci e Romani che avevano soltanto un problema: chi aveva mangiato l'aglio (e la prova era data dall'alito) non poteva accedere ai templi per rendere onore agli dei.
Menta proprietà: antisettica, digestiva, antinausea. Ne esistono moltissime varietà in profumeria e cosmesi trova innumerevoli impieghi ed usi. In cucina si utilizza in salse,insalate, macedonie,dessert, bibite e cocktail.
Cetriolo: Si dice che il cetriolo crudo sia indigesto, infatti parecchie persone lamentano problemi rispetto a questo ortaggio. La maggior parte delle sostanze tossiche si trova,però, nella buccia. Il cetriolo è composto per il 95% da acqua.
Crudo e tagliato a fettine si applica sul viso per un effetto altamente decongestionante e calmante. Si dice che attenui le rughe ed abbia la valenza di una vera e propria maschera idratante.
Z.F.
| tzatziki greco |
giovedì 4 luglio 2013
Orzo ai mirtilli rossi e carote
| Orzo con mirtilli rossi |
Recentemente li ho scoperti anche in versone disidratata. Questo frutto non viene consumato fresco perchè ha un sapore particolarmente aspro e poco gradevole: dà il meglio di sè in cottura.
Ingredienti per 2 persone:
Ingredienti per 2 persone:
120 gr di orzo perlato
2 cucchiai di bacche secche di mirtillo rosso
2 carote grattugiate (o a julienne)
1 cucchiaio di olio EVO
scorza di limone grattuggiata
Mettere in ammollo le bacche di mirtilli rossi in un bicchiere d'acqua tiepida per 2/3 ore.
Cuocere l'orzo in acqua in proporzione 1:2.
Cuocere l'orzo in acqua in proporzione 1:2.
Trascorso il tempo indicato, scaldare l'olio in una casseruola e unire le carote,sfumare con poco vino bianco, versare l'orzo, i mirtilli, e ultimare la cottura aggiungendo un po' di dado vegetale.
Completare con scorza di limone grattugiata. Ottimo per la stagione calda, da gustare a temperatura ambiente.Consiglio: possiamo aggiungere del petto di pollo grigliato e tagliato ed otterremo un piatto unico, completo e leggero. Il profumo agrumato della scorza di limone conferisce freschezza al piatto.
Da provare!
Z.F.
mercoledì 3 luglio 2013
CONFETTURA di ciliegie
Confettura di ciliegie (Prunus cerasus . marasca)
Confettura o marmellata? Da qualche parte ho letto che la legge identifica come "marmellate" solo quelle di agrumi, mentre le altre, ottenute con frutta diversa, sono "confetture". Così questa è la "confettura di ciliegie". Dolce, profumata, da gustare spalmata sul pane, per guarnire crostate e biscotti, brioches, ecc.ecc. E' sempre un'emozione ritrovare il profumo ed il sapore della frutta matura in una stagione improbabile, come se fosse appena stata raccolta.
Per una buona confettura occorrono ciliegie nè troppo acerbe nè troppo mature, sode, lucide, senza ammaccature e con picciolo verde, non secco.
| preparazione confettura di ciliegie |
3 kg di ciliegie
1,5 kg di zucchero di canna integrale
succo di 1 limone
2 gr di agar-agar (*)
Lavare le ciliegie, privarle del nocciolo. Versare la frutta in una casseruola con lo zucchero ed il succo di limone. Portare ad ebollizione a fuoco basso, mescolando continuamente e schiumando se necessario. Prelevare 3/4 cucchiai di succo di ciliegia dalla pentola e, in una ciotolina, sciogliere i semi di agar-agar senza formare grumi. Si otterrà una gelatina piuttosto fluida. Aggiungere la gelatina alla confettura e continuare a cuocere.
Dopo circa 45/50 minuti spegnere il fuoco e lasciare riposare 12 ore a t.a.
Nel frattempo sterilizzare i vasetti mettendoli a bollire per circa 20 minuti, scolare e asciugare. Usare sempre capsule nuove, passate velocemente in acqua calda ed asciugate.
Trascorse le 12 ore riportare ad ebollizione. La confettura si presenterà trasparente e compatta.
| confettura di ciliegie |
Versare la confettura bollente nei vasetti, con l'aiuto di un imbuto dalla bocca larga, per evitare di sporcare i bordi che dovranno essere perfettamente puliti (io passo una garza imbevuta di brandy lungo i bordi dei vasetti e delle capsule per maggior sicurezza).
Chiudere ermeticamente, capovolgerli su una superficie di legno fino a completo raffreddamento, per formare il vuoto.
Controllare che le capsule siano leggermente rientrate.
Consumare non prima dei 40 giorni. I barattoli, una volta aperti vanno conservati in frigorifero :-)
Z.F..
| vasetti capovolti per formare il sottovuoto |
(* ) Agar-agar clicca qui
Da: MARMELLATE E LIQUORINI- CONSERVE DI CASA -ED. DEL BALDO
E. Pizzighella, A. Zanoncelli, C. Scudelotti
LA CILIEGIA
Prunus avius - (ciliegia dolce)
Prunus cerasus - (marasca)
Si raccoglie da maggio ad agosto, a seconda delle varietà.
Le ciliegie contengono potassio, calcio,ferro, vitamine A e C, oltre fibra alimentare e glucidi. Il loro apporto calorico è molto basso, tanto che 100 grammi di ciliegie corrispondono a 5 fette biscottate. Sono quindi utili in caso di obesità e per diete ipocaloriche, disturbi circolatori, biliari, epatici, intestinali e stipsi.
LA PECTINA
Per la preparazione di marmellate e confetture, è meglio evitare l'utilizzo di frutta troppo matura perchè povera di pectina, la sostanza che, combinandosi con lo zucchero, gelifica le conserve dolci. Per lo stesso motivo, non conviene sbucciare la frutta (ameno che la ricetta non lo preveda espressamente): sotto la buccia, specialmente in mele, pere e agrumi si trova la maggior quantità di pectina. In commercio esistono confezioni di pectina che può essere aggiunta alla frutta per fare la marmellata senza alterarne il sapore e che ne riducono i tempi di cottura.
** Per una pectina casalinga:fate bollire il succo di un limone con le bucce ed il torsolo di 4/5 mele, ben lavate, per 15 minuti. Filtrate il composto, invasatelo ben caldo, quindi capovolgere i barattoli e lasciate raffreddare prima di riporre in dispensa. Utilizzate questa pectina come aggiunta a conserve di frutta che ne contengono poca: albicocche, amarene, fichi, fragole, lamponi, pesche, uva
.
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domenica 30 giugno 2013
Torcetti piemontesi
TORCETTI PIEMONTESI AL BURRO con Pasta Madre
Nelle varie sperimentazioni con la p.m. ho voluto cimentarmi in questo prodotto tipico del Piemonte.
Questi dolcetti dall'apparenza innocua, a dispetto della loro semplicità, sono vere e proprie coccole da concedersi e condividere..... Ottimi per ogni occasione, la loro riuscita dipende proprio dalla scelta delle materie prime.
Tra le tante ricette che ho trovato sul web, quella che più mi ha ispirato e' questa di Paola Petrini.
Io l'ho realizzata così, e ricordo benissimo il profumo delizioso che ha invaso la mia cucina per diversi giorni...
Ingredienti:
I° impasto (la sera precedente)
110 gr. di pasta madre
250 gr di farina 00 (provato con farina Panettone Molino Quaglia)
120 gr. di acqua
30 gr. di zucchero di canna
10 gr malto d'orzo
10 gr miele di castagno (a piacere acacia/millefiori)
80 gr di burro morbido
un pizzico di sale
Con la planetaria:
Miscelare a velocità media gli ingredienti secchi con il lievito fatto a pezzetti, aggiungere nell'ordine miele, malto e burro tagliato a fettine. Miscelare bene e, abbassando la velocità al minimo, versare l'acqua a filo.
A mano l'ordine degli ingredienti non cambia, l'importante è ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Lasciare lievitare fino al mattino successivo, in frigorifero.
II° impasto
Il I° impasto
50 gr. di farina
100 gr. di burro, morbido tagliato a fettine.
Aggiungere prima il burro e gradualmente la farina incordando bene l'impasto.
Dividere in due parti l'impasto, formare due rotoli e mettere brevemente in frigorifero, coperti con pellicola, per farli indurire e rendere l'impasto malleabile. Dopo circa mezz'oretta togliere dal frigorifero un rotolo alla volta e tagliare a fette larghe 1 cm. circa.
Con ogni fettina formare un cordoncino delle dimensioni di una matita; passate il cordoncino nello zucchero, come per "impanarlo", tirarlo per le estremità per allungarlo un po' ed attorcigliarlo leggermente (ruotare le estremità in senso opposto). Passarlo ancora nello zucchero, unire le due estremità formando un occhiello. Sistemare i torcetti, ben distanziati, su una teglia coperta da carta forno e lasciare lievitare coperti da pellicola fino al raddoppio (2/3 ore). Saranno diventati un po' umidicci e probabilmente lo zucchero si sarà sciolto in gran parte, per cui, prima di infornare cospargerli con un altro po' di zucchero. Quest'ultima operazione è molto importante sia per il risultato estetico (lo zucchero in superficie rende il biscotto innegabilmente più bello da vedere), che per il gusto (senza lo zucchero aggiunto in superficie saranno meno saporiti, diciamo un po' anonimi). Infornare a 200 gradi fino a che lo zucchero inizierà a caramellare e diventerà di un bel colore ambrato. Attenzione: lo zucchero caramellando scurisce velocemente e, se li lasciamo troppo tempo in forno, assumeranno una colorazione "bruciacchiata" non molto invitante ed il gusto risulterà più amarognolo.
Togliere dal forno e lasciare raffreddare su una gratella.
Per poterli gustare al meglio bisogna aspettare il giorno dopo, caldi non rendono.
Ho ritrovato assaggiandoli, un intenso profumo di miele di castagno inconfondibile. Probabilmente se avessi usato il miele di acacia o millefiori avrebbero avuto un sapore più neutro, ma se piace, il miele di castagno ne esalta il sapore.
Conservati in scatole di latta o sacchetti di plastica per alimenti, si mantengono benissimo per un paio di settimane (ma è difficile resistere...). :-)
Qualche notizia sulla STORIA DEI TORCETTI.
Nelle varie sperimentazioni con la p.m. ho voluto cimentarmi in questo prodotto tipico del Piemonte.
Questi dolcetti dall'apparenza innocua, a dispetto della loro semplicità, sono vere e proprie coccole da concedersi e condividere..... Ottimi per ogni occasione, la loro riuscita dipende proprio dalla scelta delle materie prime.
Tra le tante ricette che ho trovato sul web, quella che più mi ha ispirato e' questa di Paola Petrini.
Io l'ho realizzata così, e ricordo benissimo il profumo delizioso che ha invaso la mia cucina per diversi giorni...
| Torcetti piemontesi al burro |
Ingredienti:
I° impasto (la sera precedente)
110 gr. di pasta madre
250 gr di farina 00 (provato con farina Panettone Molino Quaglia)
120 gr. di acqua
30 gr. di zucchero di canna
10 gr malto d'orzo
10 gr miele di castagno (a piacere acacia/millefiori)
80 gr di burro morbido
un pizzico di sale
Con la planetaria:
Miscelare a velocità media gli ingredienti secchi con il lievito fatto a pezzetti, aggiungere nell'ordine miele, malto e burro tagliato a fettine. Miscelare bene e, abbassando la velocità al minimo, versare l'acqua a filo.
A mano l'ordine degli ingredienti non cambia, l'importante è ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Lasciare lievitare fino al mattino successivo, in frigorifero.
II° impasto
Il I° impasto
50 gr. di farina
100 gr. di burro, morbido tagliato a fettine.
Aggiungere prima il burro e gradualmente la farina incordando bene l'impasto.
Dividere in due parti l'impasto, formare due rotoli e mettere brevemente in frigorifero, coperti con pellicola, per farli indurire e rendere l'impasto malleabile. Dopo circa mezz'oretta togliere dal frigorifero un rotolo alla volta e tagliare a fette larghe 1 cm. circa.
Con ogni fettina formare un cordoncino delle dimensioni di una matita; passate il cordoncino nello zucchero, come per "impanarlo", tirarlo per le estremità per allungarlo un po' ed attorcigliarlo leggermente (ruotare le estremità in senso opposto). Passarlo ancora nello zucchero, unire le due estremità formando un occhiello. Sistemare i torcetti, ben distanziati, su una teglia coperta da carta forno e lasciare lievitare coperti da pellicola fino al raddoppio (2/3 ore). Saranno diventati un po' umidicci e probabilmente lo zucchero si sarà sciolto in gran parte, per cui, prima di infornare cospargerli con un altro po' di zucchero. Quest'ultima operazione è molto importante sia per il risultato estetico (lo zucchero in superficie rende il biscotto innegabilmente più bello da vedere), che per il gusto (senza lo zucchero aggiunto in superficie saranno meno saporiti, diciamo un po' anonimi). Infornare a 200 gradi fino a che lo zucchero inizierà a caramellare e diventerà di un bel colore ambrato. Attenzione: lo zucchero caramellando scurisce velocemente e, se li lasciamo troppo tempo in forno, assumeranno una colorazione "bruciacchiata" non molto invitante ed il gusto risulterà più amarognolo.
Per poterli gustare al meglio bisogna aspettare il giorno dopo, caldi non rendono.
Ho ritrovato assaggiandoli, un intenso profumo di miele di castagno inconfondibile. Probabilmente se avessi usato il miele di acacia o millefiori avrebbero avuto un sapore più neutro, ma se piace, il miele di castagno ne esalta il sapore.
Conservati in scatole di latta o sacchetti di plastica per alimenti, si mantengono benissimo per un paio di settimane (ma è difficile resistere...). :-)
Qualche notizia sulla STORIA DEI TORCETTI.
Biscotti del Lagaccio- ricetta di Anice&Cannella
BISCOTTI DEL LAGACCIO-
(detti anche Biscotti della salute)
con Pasta Madre ricetta di Anice&Cannella
Questa è una ricetta tratta dalla mia raccolta di "lievitati con Pasta Madre", j'adore!
La mia P.M. copie 6 mesi: rigorosamente Home-made, l'ho prodotta inizialmente seguendo il metodo GialloZafferano, l'ho coccolata, nutrita, conservata, spacciata, congelata, rigenerata e soprattutto usata!
Come tutte le materie VIVE ha bisogno di attenzioni ma, basta organizzarsi un pò ....e quindi ....via con questi biscotti della tradizione ligure che sono riuscita a realizzare grazie alla ricetta di Anice&cannella alias Paoletta. Sono un must per la prima colazione, accompagnati con un velo di miele o marmellata sono un vero capolavoro per iniziare bene la giornata!
E' importante che perdano tutta l'umidità, in questo modo, conservandoli in una scatola di latta, dureranno moltissimo...quanto? beh!...come dice Paoletta possono anche finire subito!. dipende voi...
Ricetta simili:Biscotti di Taggia
(detti anche Biscotti della salute)
con Pasta Madre ricetta di Anice&Cannella
Questa è una ricetta tratta dalla mia raccolta di "lievitati con Pasta Madre", j'adore!
La mia P.M. copie 6 mesi: rigorosamente Home-made, l'ho prodotta inizialmente seguendo il metodo GialloZafferano, l'ho coccolata, nutrita, conservata, spacciata, congelata, rigenerata e soprattutto usata!
Come tutte le materie VIVE ha bisogno di attenzioni ma, basta organizzarsi un pò ....e quindi ....via con questi biscotti della tradizione ligure che sono riuscita a realizzare grazie alla ricetta di Anice&cannella alias Paoletta. Sono un must per la prima colazione, accompagnati con un velo di miele o marmellata sono un vero capolavoro per iniziare bene la giornata!
450 gr farina tipo 1 (Petra 1)
120 gr di lievito madre (già rinfrescato un paio di volte e maturo)
200 gr di acqua
135 gr di zucchero di canna integrale
135 gr di burro
8 gr di sale
8 gr. di semi di anice
1 cucchiaio di miele di acacia
Procedimento:
Sciogli 80 gr di zucchero in 100 gr. di acqua, insieme al lievito madre rinfrescato, maturo e spezzettato. Se hai l'impastatrice, fai tutto nella ciotola.
Nel frattempo sciogli bene lo zucchero rimanente (55 gr) in 80 gr di acqua. I restanti 20 gr di acqua li riserverai per inserire il sale.
Quando il lievito madre sarà quasi sciolto, inserisci il gancio, e aggiungi poca farina quanta ne basta a ottenere un impasto consistente ma ancora molto morbido.
A questo punto continua ad impastare alternando l'acqua con lo zucchero alla farina. Di quest'ultima ne dovrai riservare 2 o 3 cucchiai.
Poi versa nella ciotola l'acqua rimanente, subito dopo il sale e impasta fino a quando l'impasto si presenterà liscio.
Aggiungi il miele inserendolo poco alla volta.
Ora aggiungi il burro (che avrai tirato fuori dal frigo all'inizio dell'impastamento), poco alla volta, fino ad inserimento completo e continua ad impastare fino a che l'impasto si presenterà liscio.
Durante tutto l'impastamento, ribalta ogni tanto l'impasto.
Infine, aggiungi i semini di anice, e impasta quel poco che basta a distribuirli.
Lascia lievitare l'impasto circa 45' coperto da pellicola. Poi forma dei filoncini che metterai a riposare su delle teglie coperte da carta forno, fino al raddoppio.
E' impossibile stabilire un tempo, questo dipende dalla forza del tuo lievito madre.
A questo punto inforna a circa 190°/200° fino a che i filoncini si presenteranno belli dorati.
Lascia che si raffreddino bene, altrimenti faticherai a tagliarli. Puoi lasciarli anche fino a 12 ore.
Dopodiché taglia i biscotti di sbieco e infornali a circa 150° girandoli almeno una volta, e comunque fino a che si asciugheranno bene.
Dopodiché taglia i biscotti di sbieco e infornali a circa 150° girandoli almeno una volta, e comunque fino a che si asciugheranno bene.
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