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lunedì 24 agosto 2015

Confettura di pesche gialle con zenzero candito e cannella.



Dosi per 3 kg di pesche gialle nettarine
750 gr di zucchero integrale di canna
Qualche stecca di cannella ( 4/5 da 3 cm cad)
100 gr di zenzero candito tagliato a striscioline
Succo di 2 limoni

Quest'anno volevo ripetere la ricetta della mia confettura di pesche gialle alla vaniglia, ma poi mi sono detta, perché non provare una nuova versione? Cambio aroma...... 


Ho scelto delle belle pesche gialle della qualità nettarine, sane, sode e belle mature. Le ho sbucciate e tagliate a fette piuttosto sottili (togliendo il nocciolo ovviamente!!!)
Le ho messe in una ciotola, a strati, cospargendole di zucchero ed irrorando  con il succo dei due limoni. Ho lasciato macerare il tutto per qualche ora (volendo anche una notte). 
Dopodiché ho cotto il tutto (in una casseruola dal fondo spesso) a fuoco moderato, schiumando di tanto in tanto (questa è un'operazione importante perché evitando di togliere la schiuma in eccesso la si ritroverebbe poi nel prodotto finito).

Ho atteso che le fettine di pesca  cominciassero a disfarsi ed ho aggiunto le stecche di cannella (da preferire rispetto alla cannella in polvere in quanto prevale il profumo ed il gusto non copre il sapore della pesca). 


Nel frattempo ho tagliato a striscioline sottili lo zenzero candito, le ho aggiunte alla confettura e  proseguito la cottura fino a raggiungere la  consistenza desiderata (prova piattino - quando un cucchiaino di confettura versato su un piattino freddo si rapprende a contatto).
A proposito della cottura io preferisco cotture non particolarmente lunghe, mi piace una confettura, non eccessivamente dolce, che mantenga il gusto della frutta senza arrivare al "caramello" per intenderci.
Sterilizzare i vasetti di vetro: in una grossa pentola disporre i vasetti separati da un canovaccio per evitare che durante la bollitura sbattano tra loro rompendosi. Coprire con abbondante acqua e bollire per circa mezz'ora. Lasciarli scolare completamente, capovolti. Scottare velocemente  in acqua bollente anche le capsule (rigorosamente nuove).
Versare la confettura ancora bollente nei vasi, pulire perfettamente i bordi dei vasetti e le capsule con un pannocarta imbevuto di brandy, sigillare, capovolgere su una superficie di legno, coprire con un panno di lana. Io ho lasciato una stecca di cannella in ogni vasetto.
Rimuovere i vasetti solo quando saranno completamente raffreddati.
Controllare che si sia formato il sottovuoto (la superficie della capsula deve rientrare leggermente).


Importante non eccedere con la quantità di cannella e zenzero per non sovrastare il profumo ed il sapore della pesca. Se ben equilibrati i gusti creeranno un bouquet profumato molto affascinate, la morbidezza della pesca interrotta di tanto in tanto da una scorzetta di zenzero sarà una sorpresa irresistibile!!!
Z.F.

sabato 31 maggio 2014

Confettura di amarene



Arrivano i primi frutti!!! Che bella sorpresa un cesto di sane amarene è un dono inaspettato quanto gradito :-) che meraviglia! Ecco l'origine di queste perle:  garantita e controllata!



Oggi apro ufficialmente la nuova stagione di marmellate e confetture...con quella che in assoluto credo sia la mia preferita, inimitabile, sublime!
Le amarene, così aspre e poco appetibili appena colte, danno il meglio dopo la cottura o la macerazione in soluzioni zuccherine, quando si trasformano in vere e proprie delizie per il palato.
Colore rosso acceso, polpa incolore e gusto decisamente acido, hanno un grandissimo pregio: sono molto facili da snocciolare. Basta una leggera pressione sul frutto e, tirando il picciolo, si estrae  anche il nocciolo :-)


Dosi per la confettura:
2 kg di amarene (nette snocciolate circa 1 kg e 750 gr)
800 gr di zucchero di canna grezzo
1/2 bicchiere d'acqua
1 limone non trattato
6 grammi di agar-agar in polvere (addensante naturale si trova nei negozi di alimenti bio)
1 bicchierino di maraschino

Lavare e snocciolare le amarene. In una casseruola dal fondo pesante versare lo zucchero e l'acqua e far sciogliere a fuoco dolce formando uno sciroppo. 


Quando comincia a bollire versare le amarene, aggiungere la scorza grattuggiata (solo parte gialla) ed il succo di limone, mescolare bene lasciando cuocere a fuoco dolce, schiumando se necessario.
Cuocere circa mezz'ora poi spegnere e lasciar raffreddare completamente (preparata alla sera e lasciata fino al mattino ).
Riprendere la cottura a fuoco dolce.
Quando la confettura comincerà a restringere aggiungere l'agar-agar in questo modo: prelevare un mestolo di confettura ancora piuttosto liquida e versarla in una ciotola, aggiungere la polvere di agar-agar e sciogliere bene con un cucchiaino. Dodichè può essere aggiunta al resto della confettura per ultimare la cottura.
Nel frattempo  preparare i vasetti sterilizzati mettendoli a bollire in acqua per almeno 30 minuti, poi   capovolgerli sopra ad un piano di lavoro ricoperto da un canovaccio. 
Scottare velocemente anche le capsule in acqua bollente (rigorosamente nuove!!!).
La confettura è pronta quando supera la "prova piattino":
prelevare un cucchiaino di confettura e versarla sopra ad un piattino lasciato prima raffreddare bene in frigorifero. Se la confettura si rapprende a contatto col piattino, è pronta.
Togliere dal fuoco, aggiungere il maraschino ed invasare immediatamente. 
La confettura deve essere messa nei vasetti ancora bollente.
Pulire molto bene i bordi dei vasetti e delle capsule con un pezzo di carta da cucina imbevuto di maraschino, chiudere bene e capovolgere immediatamente i vasetti su di un piano di legno, per formare il vuoto.


Coprire con un panno di lana e lasciare raffreddare completamente i vasetti  prima di rimuoverli.

Come al solito (per fortuna) rimane  un po' di confettura per un assaggio immediato.... meglio controllare il prodotto!!!!


Ho riservato una parte delle amarene, senza togliere il nocciolo, per un'altra preparazione


.... ma questa è un'altra storia :-)
Z.F.

domenica 27 ottobre 2013

Zucca in agrodolce (di Piera)



Oggi condivido non solo una ricetta ma il ricordo di una persona speciale per noi che le abbiamo voluto bene.

Ogni anno quando è stagione di zucche, aspetto di veder comparire sui banchi del mercato o nei negozi un tipo particolare di zucca, la Butternut. (clicca qui

Allora capisco che è tempo di mettersi all'opera, mi prende una specie di febbre, devo preparare  quella che per me è solo e soltanto la  "zucca di Piera".
Con lei avevo in comune la passione per la cucina, i fiori e la curiosità di scoprire cose nuove e, come capita con le persone speciali, non era la differenza di età a tenerci lontano ma gli stessi interessi ad unirci. Ogni anno, a Natale, mi sorprendeva con qualche nuova idea: un pane speciale, una nuova confettura o dei nuovi biscotti, riuniti in un cesto o cassetta dove non poteva mancare un tocco floreale (le sue Phalenopsis !!) Ci sono delle cose che ti colpiscono da subito e restano amori a vita, diventano un classico, é stato così anche per quelli che dicono di "non amare" la zucca (mah!). 
In tempi in cui non esistevano i blog, la zucca in agrodolce faceva il suo ingresso tra le cose da non perdersi. Ogni volta che apro un vasetto di questa leccornia, formulo un pensiero affettuoso e riconoscente: Grazie Piera :-)




Ingredienti:
1 zucca tipo Butternut
1 litro d'acqua
1 litro di aceto bianco
1 bicchiere di sale
1 bicchiere di zucchero
Aglio, prezzemolo, pepe nero in grani q.b.
Olio di girasole

Tagliare la ricca a fettine sottili (meglio usare l'affettatrice. 
In una pentola versare l'acqua, l'aceto, il sale e lo zucchero e portare ad ebollizione. 
Immergere la zucca nel liquido bollente e sbollentare velocemente, deve mantenersi croccante. Stendere la zucca su degli asciugamani e lasciare raffreddare ed asciugare completamente. Pulire l'aglio, tritare il prezzemolo precedentemente lavato ed asciugato completamente. 
E' importantissimo che tutto, ingredienti e contenitori, sia completamente asciutto prima di preparare un sott'olio!!
Sterilizzare dei vasetti di vetro con chiusura ermetica.
Distribuire la zucca nei vasi alternata a prezzemolo, aglio tritato e pepe nero in grani.
Coprire completamente con olio di girasole facendo attenzione che non rimanga aria all'interno. Il giorno dopo controllare e rabboccare con olio.
Consumare dopo 40 giorni.
Servire in accompagnamento a carni, salumi, formaggi. Ottima anche da sola  :-)


Buon appetito!
Z.F.






giovedì 24 ottobre 2013

Estratto di vaniglia




Come dice Paoletta (Anice&Cannella), questa non è una ricetta ma un metodo, un modo intelligente per avere sempre a disposizione questo aroma importantissimo per le preparazioni di biscotti, torte, creme dolci, mousse, confetture, e tutte quelle preparazioni dove è prevista la vaniglia. 
La trovo una cosa fantastica!
Oltre ad evitarci il noiosissimo rito dell'estrazione dei semini dal baccello di vaniglia, questa preparazione non spreca nulla, anzi, utilizzando l'intera bacca, sfrutta a pieno tutti i profumi della vaniglia naturale.


Personalmente ho sempre avuto un'antipatia istintiva nei confronti della vanillina ma dopo aver appreso come viene prodotta, proprio non la posso sopportare!
Ringrazio Paoletta, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, e ritroverò prestissimo  :-).., per questa ricetta pubblicata sul suo blog un po' di tempo fa e che mi accingo a preparare e riportare:



Ingredienti:
35 ml di acqua
35 gr di zucchero (io ho usato quello grezzo di canna)
60 ml di alcool per dolci 95°
6 baccelli di vaniglia Bourbon

1 pentolino
una bottiglietta (o barattolo) a chiusura ermetica.

Portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero fino a che sia tutto sciolto. Lasciare raffreddare completamente e poi aggiungere l'alcool. Incidere i baccelli, estrarre i semini ed aggiungerli alla bagna precedentemente preparata. Tagliare i baccelli in 3 pezzi da aggiungere a tutti gli altri ingredienti, chiudere ermeticamente e lasciare in infusione per almeno 3 mesi, in luogo fresco e possibilmente al buio.
Ne basterà 1 cucchiaino per una crema pasticcera preparata con 500 ml di latte o per una torta. 
Se non desideriamo vedere i semini di vaniglia filtriamo l'estratto prima di aggiungerlo alle nostre preparazioni. 
La maestra insegna che migliora con il tempo e, se capita di usare della vaniglia per qualche ricetta, possiamo aggiungere anche  i baccelli vuoti utilizzati, per intensificare ancora di più il nostro estratto. 


Attenzione ai baccelli: devono essere morbidi e belli polposi - quelli del supermercato sono spesso tanto secchi da non riuscire ad inciderli! Paoletta suggerisce di chiedere nelle erboristerie. Io li ho acquistati on line (Tibiona).

Esistono anche altri metodi per ottenere un estratto di vaniglia. Un metodo molto semplice è quello di utilizzare un liquore al posto di sciroppo ed alcool. 
Esempio: 1 litro di vodka (40° alcool), 10 baccelli. Incidere i baccelli, estrarre i semi, tagliare i baccelli e mettere tutto in infusione per 6 mesi (dal libro "Regali golosi" di Sigrid Verbert ed.Giunti)

venerdì 13 settembre 2013

Confettura di mirtilli rossi


Quest'anno la stagione è stata un po' particolare, l'estate è iniziata con temperatura insolita e la natura, che ha i suoi ritmi e le sue necessità, poco si cura del nostro calendario, dona i suoi frutti quando le piante sono pronte. Non mi era mai capitato, suoi percorsi di montagna da me frequentati, di incontrare contemporaneamente piante di lamponi ancora cariche di frutti magnifici, mirtilli neri al culmine della maturazione e mirtilli rossi già pronti per essere colti... nelle scorse estati l'inizio di maturazione di uno di questi frutti segnava normalmente la fine di un altro: prima i lamponi, poi mirtilli neri e poi a fine estate, fino ad ottobre, i mirtilli rossi.


Direttamente dalla magnifica Val di Fiemme,  questi mirtilli rossi, sono i protagonisti di una delle mie confetture preferite, che potrà ben accompagnare carni, formaggi e guarnire torte (Torta di grano saraceno) e dolci tipici del Trentino Alto Adige.
La ricetta mi è arrivata direttamente dalla signora Renata di Cavalese che la prepara così:



2 kg di mirtilli rossi, puliti e lavati
750 gr. di zucchero
circa mezzo litro di vino rosso di buon corpo.
Per la mia preparazione ho apportato una sola variante utilizzando, come al solito, zucchero di canna grezzo nella stessa quantità indicata e per il vino ho utilizzato un Teroldego, per restare legata alla regione Trentina.

Dopo aver pulito e lavato i fruttini, versarli in una casseruola dal fondo spesso, unire lo zucchero irrorando poi con il vino.
Portare ad ebollizione e lasciare cuocere a fuoco moderato, schiumando se occorre, fino a che il tutto cominci a caramellare bene. Spegnere e lasciare raffreddare completamente, anche una notte.
Il mattino seguente verificare la consistenza della confettura, i frutti dovranno presentarsi morbidi e parzialmente sfatti. Portare nuovamente ad ebollizione, proseguendo la cottura se occorre, ed invasare in contenitori già sterilizzati (bollire i vasetti per circa venti minuti e scottare brevemente anche le capsule rigorosamente nuove). I mirtilli rossi hanno una consistenza diversa da quelli neri, pertanto l'aggiunta del liquido serve a conferire morbidezza alla confettura ed a renderla spalmabile.
Verificare bene la pulizia dei bordi prima di chiudere ermeticamente i vasetti (eventualmente pulirli con alcool o cognac) e capovolgerli su una superficie di legno, coprire con un un panno di lana fino a completo raffreddamento, per formare il sottovuoto.


Garantisco, è speciale!! :-)
Z.F.














giovedì 29 agosto 2013

Confettura di pesche bianche ai fiori di lavanda


      Pesche bianche, le mie preferite, profumatissime e mature al punto giusto, dei fiori di lavanda essiccati da un precedente raccolto, ed il gioco è fatto.... nuova confettura con tutti i profumi dell'estate! 
       


 L'abbinamento frutta-fiori di lavanda, dopo l'esperimento, direi ben riuscito, con le albicocche, si conferma intrigante, insolito, sorprendente!

Ingredienti:
2 kg di pesche bianche sbucciate e denocciolate
700 gr di zucchero di canna grezzo
Succo di 1 limone
3 cucchiai di fiori di lavanda essiccati.

Dopo aver pulito le pesche, tagliarle a fette e porle in una ciotola con lo zucchero, irrorare col di succo di limone. Lasciare macerare per un paio d'ore. In una casseruola dal fondo spesso portare ad ebollizione, schiumando se serve, e cuocere fino a che le pesche siano un po' sfatte.
Aggiungere i fiori di lavanda, sciacquati velocemente sotto un getto d'acqua fredda, e terminare la cottura verificando la densità con la "prova piattino" clicca qui.
Nel frattempo sterilizzare i vasetti mettendoli a bollire per ca. 20 minuti. Passare velocemente in acqua calda anche le capsule nuove ed invasare la confettura ancora bollente. Chiudere ermeticamente (controllare che i bordi siano perfettamente puliti, eventualmente ripassare bordi e capsule con un batuffolo imbevuto d'alcool o grappa) e capovolgere i vasetti sopra una superficie di legno, coperti con un panno di lana. Attendere fino a completo raffreddamento, affinchè si formi il sottovuoto.

 E' bene attendere almeno 30 giorni prima di aprire i vasetti di confettura, per gustarla al meglio ma, una volta aperti,vanno conservati in frigorifero. 
z.f.

A proposito di arte:
Fotografando questi frutti meravigliosi, e fedele al titolo che ho voluto dare a questo spazio, mi sono ricordata di un quadro, in particolare, di un pittore che ha saputo elevare oggetti di uso comune a materiale degno di rappresentazioni artistiche, imponendo il genere pittorico delle "nature morte" grazie ad una straordinaria tecnica che lo resero uno degli artisti più amati del suo tempo: 
Jean Siméon Chardin - Cesto di pesche, coltello, bicchiere e noci 





sabato 24 agosto 2013

Confettura di mirtilli (Vaccinium)


E' una confettura di semplice realizzazione, straordinari sono gli ingredienti: mirtilli di bosco, raccolti  uno ad uno in una assolata mattina del mese di agosto a quota 1800 mt. più o meno.
La raccolta dei mirtilli è questione di pazienza, e resistenza! Ma ne vale la pena..... Bisogna avere rispetto di queste piccole piantine per far sì che, ogni anno, ripetano il loro miracolo, donandoci piccoli concentrati di salute!
Auguro a quel signore che ho incontrato su un sentiero delle valli ossolane, armato di un attrezzo illegale per la raccolta (un pettine ENORME) di trovare sul suo cammino una guardia forestale che abbia l'autorità di contestargli una multa tale da fargli passare certe velleità! Questo signore purtroppo ha incontrato solo me, e nonostante le mie "rimostranze"(non sono stata educata lo ammetto ma... certe cose mi mandano in bestia!!!) se l'è cavata con una bella alzata di spalle!.... Se almeno i mirtilli si potessero vendicare come la Luisona di Stefano Benni!!!!(clicca qui!)

Per due vasetti da 350 gr:
650 gr. di mirtilli selvatici
300 gr. di zucchero di canna
scorza grattuggiata di 1 limone.



Lavare i mirtilli in acqua fredda, poi raccoglierli in una ciotola con lo zucchero e la scorza di limone grattuggiata. Mescolare e lasciare macerare per alcune ore (es. dalla sera prima alla mattina). 
Trasferire in una casseruola dal fondo spesso e cuocere a fuoco basso, mescolando e schiumando, se occorre, fino ad ottenere un composto omogeneo (personalmente preferisco lasciare i mirtilli ancora visibili, non del tutto sfatti, questi fruttini contengono una buona dose di pectina, per questo preferisco non aggiungere addensanti come agar agar o pectina ). Fare la prova su un piattino raffreddato in frigorifero: versare qualche goccia di confettura sul piattino, al contatto se rapprende, è pronta.
Procedere, come al solito, per la sterilizzazione dei vasetti: bollire i vasetti vuoti per 20 minuti circa, immergere velocemente in acqua molto calda le capsule e mettere tutto a scolare.
Trasferire la confettura ancora bollente nei vasetti, chiudere ermeticamente e capovolgerli sopra una superficie di legno, coprire con un panno di lana, e lasciare raffreddare completamente. Verificare la formazione del sottovuoto sfiorando i coperchi con le dita: devono risultare leggermente rientrati.



Abbinata alle Fette biscottate integrali è una vera delizia per la colazione. Ottima in abbinamento a carni bianche, es. tacchino, o anatra arrosto.
z.f.

Mirtillo nero: Vaccinium

domenica 4 agosto 2013

Confettura di pesche gialle alla vaniglia




Nuovo attacco di "conservite"... questa volta Pesche gialle.
La loro stagione va da giugno a fine agosto, secondo le varietà. Per questa confettura ho usato le Nettarine e dei baccelli di Vaniglia dell'India, molto profumata.
Ho seguito questo piccolo consiglio per sbucciare le pesche: basta immergerle in acqua bollente per pochi secondi e poi passarle subito sotto l'acqua fredda, funziona! :-)

Ingredienti

2 kg di pesche gialle mature
800 gr. di zucchero di canna grezzo
succo di 1 limone
4 baccelli di vaniglia
1 cucchiaino di agar-agar (2 grammi)



Lavare, denocciolare,  pelare  e tagliare a spicchi le pesche gialle. 
Versarle in una terrina alternandole a strati di zucchero. 
Irrorare con il succo di limone e lasciare macerare per almeno 1 ora.
Trasferire tutto il composto in una casseruola dal fondo spesso e portare a bollore, schiumando se occorre per circa 10 minuti.


Tagliare in 3 parti i baccelli, unirli alla confettura, e proseguire la cottura per altri 20 minuti circa.
Trasferire qualche cucchiaio di composta in una ciotolina, mescolare con agar-agar senza formare grumi. 
Quando gelifica versare nuovamente nella casseruola e cuocere ancora per 5 minuti. Verificare la consistenza versando un cucchiaino di confettura su un piattino raffreddato: se si rapprende, al contatto, la confettura è pronta.


Nel frattempo sterilizzare i vasetti, mettendoli a bollire in acqua per 15 minuti, lasciarli scolare completamente capovolgendoli su di un canovaccio pulito. Passare velocemente in acqua bollente anche le capsule nuove. Invasare la confettura ancora bollente, accertarsi che  i bordi dei vasetti siano perfettamente puliti (io strofino con uno scottex imbevuto di brandy sia i bordi del vasetto che la capsula), chiudere ermeticamente e capovolgere i vasetti su una superficie di legno, per formare il sottovuoto. Coprire con un panno di lana. Lasciare raffreddare completamente prima di rimuoverli.
z.f.





Pesca (pruns persica): é un frutto originario della Cina, giunto in Europa attraverso la Persia nel IV secolo a.C. grazie ad Alessandro Magno che ne era ghiotto. Siamo abituati a pensare alle pesche in termini di "polpa gialla"e "polpa bianca". In realtà le varietà sono tantissime e si catalogano in base al periodo di fruttificazione. Esistono quindi le Precocissime (giugno), le Precoci (prima metà di luglio), le pesche a Media Maturazione (sino a metà agosto), le Medio-tardive (agosto), le Nettarine (luglio-agosto), le Percoche (a partire da metà luglio).


Pesche e pesche noci, soprattutto quelle a polpa gialla, sono fonti di betacarotene e potassio. Non tutti sanno che le pesche noci, a differenza delle pesche, non continuano a maturare dopo la raccolta, pertanto al momento dell'acquisto è bene scegliere frutti già pronti per il consumo. Le pesche noci sono anche più ricche di zucchero rispetto alle normali pesche e sono quindi leggermente più caloriche.
(L'Almanacco delle Stagioni- ed. Camuzzi editoriale)

lunedì 22 luglio 2013

Confettura di prugne e zenzero


Confettura di prugne allo zenzero
da Confetture & Chutney di Valérie Lhomme ed. Biblioteca Culinaria
Domenica pomeriggio, in un magico giardino al culmine dell'offerta di fiori e frutti, un albero illuminato dal sole di luglio risplende di frutti dorati. Sono le gocce d'oro, dolci, profumate, succose. Ma come per tutte le più belle cose...... la loro stagione é brevissima.... Carpe diem.!.Non lasciamole cadere a terra, portiamo questi colori, sapori, profumi con noi, ci terranno compagnia anche quando il magnifico albero riposerà per ripetere il suo miracolo ogni estate!  

Preparazione: 15 minuti
Macerazione: 2 ore
Cottura: 20/30 minuti

1,2 chilogrammi di prugne "goccia d'oro"
(3 vasetti circa da 350 grammi)
succo di 1 limone
75 grammi di zenzero candito
350 grammi di zucchero (ricetta originale 600 grammi)
1 cucchiaino di agar agar- clicca qui  (ricetta originale non  presente)
confettura di prugne allo zenzero candito

Lavate le prugne, asciugatele, togliete i noccioli. Mettete metà della frutta in una terrina capiente ed alternatela a strati con lo zucchero, quindi irrorate col succo di limone. Coprite con pellicola e lasciate a macerare per circa 2 ore, in un luogo fresco. I frutti libereranno un succo che, a contatto con lo zucchero, formeranno uno sciroppo piuttosto denso.
Mescolate le prugne con lo sciroppo, mettete in una casseruola dal fondo spesso e portate a bollitura per circa 10 minuti, schiumando se necessario.
Tagliate lo zenzero candito in piccoli pezzetti aggiungetelo al composto e proseguite la cottura per altri 10/15 minuti.
A questo punto, diversamente dalla ricetta originale, ho spento il fuoco e ho lasciato raffreddare per circa 10 ore (una notte).
Al mattino ho sterilizzato i vasetti mettendoli a bollire in acqua per circa 15 minuti, scottato brevemente in acqua calda anche le capsule nuove. Asciugato bene con un canovaccio pulito. 
Ho riportato la confettura a bollire, prelevato qualche cucchiaio di composto e, in una ciotolina, l'ho mescolato molto bene con agar-agar per non formare grumi, poi l'ho versato nella confettura ed ho lasciato a cuocere per altri 10 minuti.
Invasate la confettura bollente, chiudete ermeticamente e capovolgete i vasetti su una superficie di legno e lasciate fino a completo raffreddamento per formare il sottovuoto.
Fate sempre la prova "tatto" passando le dita sulle capsule per verificare che siano rientrate leggermente.
In questo modo, quando apriremo i nostri vasetti si sentirà uno schiocco, come se stessimo stappando una bottiglia di buon vino! E allora...prosit!
Z.F..

Curiosità: 
Prugne - dagli "addetti ai lavori" sono chiamate "prugne" i frutti a forma ovale e "susine" i frutti a forma tondeggiante.Sono una buona fonte di potassio e vitamina E.
Colore giallo - messaggio cromoterapico -distacco, indipendenza, autonomia critica e di giudizio.

giovedì 18 luglio 2013

Muffins ai mirtilli neri

MUFFINS AI MIRTILLI NERI

Variante alla ricetta base Pan dolce soffice.



La frenesia di conservare in vasetto non è un fenomeno nuovo per me. Ormai da qualche anno ho l'abitudine di confezionare confetture, salse, conserve, liquori, che diventano spesso petits cadeaux per amici e parenti nelle più varie occasioni.
Il periodo natalizio va da sé.....L'accoglienza è tale che mi incoraggia a continuare su questa strada cercando di anno in anno nuove ricette per arricchire il mio "repertorio".
In dispensa ho trovato una piccola chicca:
mirtilli alla grappa


Un vasetto di mirtilli neri alla grappa, ovviamente home made, raccolti uno ad uno, lo scorso mese di agosto (2012) in località Alpe Devero (VB) e conservati secondo la ricetta consigliata dalla Signora dei Boschi:
Ingredienti:
Mirtilli neri
miele di acacia
foglie di menta fresca, lavate e asciugate
grappa bianca q.b.

Sterilizzare i vasetti (350 gr)  mettendoli a bollire in acqua per 15/20 minuti, scolarli ed asciugarli.
Lavare ed asciugare bene i mirtilli.
Riempire a metà i vasetti con i mirtilli.
Aggiungere un cucchiaio abbondante di miele e qualche foglia di menta fresca. 
Aggiungere altri mirtilli e riempire i vasetti quasi completamente, lasciando spazio per un altro cucchiaio di miele ed altre foglie di menta.
Versare la grappa nei vasetti fino a coprire tutti i mirtilli. Chiudere ermeticamente e conservare possibilmente al buio.
Devono trascorrere almeno 30 giorni prima che siano pronti al consumo.
Per questa ricetta si consigliano i mirtilli selvatici. Non è comodissimo da raccogliere, ma vale un piccolo sacrificio (o piacere?) questo grandissimo dono di Madre Natura.

Detto questo,ecco le
dosi per 8 muffins:                             





2 uova

burro
zucchero di canna integrale
farina tipo 1 (oppure 00)
pizzico di sale
mirtilli neri alla grappa q.b.
zucchero a velo












  1. Pesate le uova con il guscio e misurare lo stesso peso di farina, burro e zucchero: riunite   in una ciotola il burro molto morbido con lo zucchero e montatelo con un cucchiaio di   legno, fino ad ottenere un composto morbido gonfio e spumoso.
  2. Separate i tuorli dagli albumi, unite i primi al composto di burro e zucchero, e mescolate: poi aggiungete la farina setacciata, poco alla volta.  
  3.  Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale ed incorporateli al composto       sollevandolo dal basso verso l'alto.
  4. Spennellate 8 stampi per muffins con burro fuso ed infarinateli. Mettete in ogni stampo un cucchiaio di composto, cospargete con mirtilli sgocciolati,  e proseguite con un altro strato di impasto ed altri mirtilli, premendoli leggermente con la punta delle dita per farli affondare. Cuocete i dolci a forno già caldo a 180° per 45 minuti circa. Sfornateli e fateli raffreddare prima di toglierli dagli stampini. Cospargeteli con zucchero a velo e serviteli.
    Z.F.


Mirtilli (vaccinium)-:
I mirtilli sono piccoli frutti nero-bluastri che maturano in estate nelle zone di montagna, si sviluppano in tappeti tanto fitti da ostacolare la crescita di altre piante. I frutti possono essere congelati senza alterarsi. Esiste anche una specie di mirtillo rosso che si sviluppa solo in zone fredde di alta montagna e il cui frutto ha le medesime caratteristiche e proprietà del mirtillo tradizionale.
Approfondimenti

Lo sapevate che:
Il colore VIOLA  agisce su: amor proprio,spiritualità, inconscio. Favorisce il sonno.



mercoledì 17 luglio 2013

Confettura di albicocche al profumo di lavanda

Confettura di albicocche al profumo di lavanda
dal libro "Confetture & Chutney" di Valérie Lhomme ed. Biblioteca culinaria

L'estate è la stagione dei "raccolti," ma l'estate assomiglia ad un gioco, è stupenda ma dura poco.. poco" diceva una famosissima canzone degli anni settanta.
Forse per questo mi prende la frenesia di mettere tutto sottovetro,  per ritrovare profumi, sapori e colori quasi intatti, in stagioni diverse.
Non è necessario avere a disposizione grandissime quantità di frutta, anche con un chilogrammo solo possiamo ottenere 2/3 di vasetti da 350 grammi secondo la cottura prevista.
Per la riuscita delle confetture dobbiamo usare la frutta ben matura, ma non troppo, quando è più ricca degli zuccheri naturali in essa contenuti, senza ammaccature. Personalmente utilizzo solo zucchero di canna grezzo evitando di usare gli zuccheri "speciali per marmellate". Le albicocche non sono particolarmente ricche di pectina, la sostanza che, combinata con lo zucchero, favorisce la gelificazione. Per evitare lunghe cotture ed ottenere la giusta consistenza preferisco aggiungere un piccolo quantitativo di agar-agar oppure preparare la pectina casalinga, come ho già illustrato nella ricetta della confettura di ciliegie,  


clicca qui per ricetta pectina casalinga e notizie su Agar-agar




Preparazione 10 minuti
Macerazione 3 ore
Cottura 30 minuti circa

Per ogni chilogrammo di frutta:
n. b. rispetto alla ricetta originale ho ridotto la quantità di zucchero ed ho aggiunto 1 cucchiaino di agar-agar

1 kg di albicocche
350  gr di zucchero di canna integrale (ricetta originale 650 grammi)
succo di un limone
3 cucchiai di fiori freschi di lavanda 
1 cucchiaino raso di agar-agar
confettura di albicocche e fiori di lavanda
Lavate le albicocche e denocciolatele. 
Disponete le mezze albicocche, a strati, in una terrina capiente, intercalate con lo zucchero di canna. irrorate con il succo di limone e lasciate macerare per 3 ore.
Mescolate tutti gli ingredienti delicatamente con il liquido prodotto dalla macerazione. Versare il composto in una pentola dal fondo spesso, portate ad ebollizione e schiumate per i primi 10 minuti.                                                                           
Quando la confettura non farà più schiuma aggiungere i fiori di lavanda e proseguite la cottura per altri 10 minuti.
confettura di albicocche e fiori di lavanda
A questo punto prelevate, in una ciotolina,  un paio di cucchiai di confettura e, senza formare grumi,amalgamate con i semi di agar-agar. Aggiungere al resto del composto e continuare per altri 10 minuti.
Io ho lasciato raffreddare il tutto per circa 10 ore (una notte). 
Al mattino ho riportato tutto a bollitura per circa 5 minuti.
Per verificare la consistenza, fate cadere qualche goccia di confettura su un piattino che avrete precedentemente raffreddato in freezer. Se la confettura si rapprende ed ispessisce al contatto col piattino, la confettura è pronta. Altrimenti rifate il test dopo 3/4 minuti.
Nel frattempo prepariamo i vasetti sterilizzati : bollire in acqua per almeno 15 minuti scolare ed asciugare con un canovaccio pulito. Scottare brevemente in acqua calda anche le capsule nuove, invasare la confettura bollente, chiudere ermeticamente e capovolgere i vasetti su una superficie di legno. Lasciare fino a completo raffreddamento.

Importante verificare (sfiorando con le dita) che si sia creato il "sottovuoto" controllando  che la superficie delle capsule si presenti leggermente rientrata. 
Regola generale: attenzione alle capsule che si presentano rigonfie!!!!!



confettura di albicocche e fiori di lavanda

Lo sapevate che: 
Anche le albicocche, come le carote contengono betacarotene e sono complici ideali per una bella abbronzatura. Contenono inoltre vitamina A e antiossidanti.
Il colore Arancione stimola energia, entusiasmo, allegria, carica positiva.

Curiosità:
 consumate fresche hanno un ottimo effetto antidiarrea, consumate essiccate, come le prugne, hanno effetto lassativo.